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Viaggio itinerante tra letteratura, arte e stile italiano

arte e stile italiano

Viaggio itinerante tra letteratura, arte e stile italiano

Difesa, Valorizzazione e Promozione dei Prodotti di Qualità

CONFERENZA NAZIONALE - MADE IN ITALY 2017

Fermo, 9 giugno 2017

La Ricerca della Bellezza

di Massimiliano Napoleone

Incipit: “L’essenza della bellezza risiede nell’arte creativa in quanto prodotto dello spirito; difatti, nel pensare l’arte lo spirito pensa se stesso in una delle sue innumerevoli forme”.

Il bello artistico

L’uomo è impegnato da sempre nella ricerca assoluta del bello, di ciò peraltro che gli procura pace e piacere, quasi fosse un’equazione in cui l’armonia rappresenta il comune denominatore. Armonia e Bellezza sono da sempre profondamente legate, quale espressione di un binomio indissolubile ben visibile attraverso cui l’uomo cerca di esprimere se stesso e l’ambiente in cui è immerso.

Il bello artistico si eleva come ideale della perfetta conciliazione tra forma e sostanza, bello inteso come uno dei fenomeni più significativi della nostra esperienza delle cose, vale a dire della conoscenza del Reale e del nostro coinvolgimento con esso. Se è vero infatti che l’uomo è l’essere che domanda, è altrettanto vero che Noi possiamo domandare solo perché nella nostra esperienza cominciamo a trovare soddisfazione alla nostra attesa di conoscenza e di possesso della realtà, realtà espressione dell’armonia attorno ai dettagli ed alla loro cura, dettagli che si concretizzano spesso nell’Arte del Fare.

L’esperienza estetica

Il tentativo di questo viaggio itinerante si raccoglie attorno al correlazione tra l’esperienza estetica e la scoperta della realtà e dell’arte italiana che nel MADE IN ITALY trova la massima espressione, quale immediata percezione sensibile della coscienza rispetto al giudizio critico sul significato delle cose.

Infatti, una delle posizioni più significative e indicative della nostra epoca, fu quella di Theodor W. Adorno, filosofo tedesco. Nella sua Teoria estetica, Adorno osserva che l’esperienza estetica implica sempre una sorta di separazione dalla realtà empirica, anzi una vera e propria contrapposizione al fatto.

In ogni opera d’arte appare qualcosa che non c’è, ragion per cui da una parte, dunque, ci sarebbe la realtà con il suo peso intollerabile, dall’altra l’esperienza estetica come momento antitetico, ma proprio per questo anche liberatorio rispetto all’essere effettivo: e la liberazione coinciderebbe proprio con la promessa, nonostante si tratti in definitiva di una promessa, quale impossibilità di compimento nel reale. Tant’è vero che, come lo stesso Adorno osserva, “niente garantisce che l’arte mantenga la sua promessa obiettiva”. Nell’arte vi è menzogna, nella misura in cui essa manca di produrre la possibilità da essa stessa prodotta come apparenza e la manca proprio per questo; e così l’arte, nel suo apparire di bellezza e di forma, promette e insieme tradisce, e l’apparenza stessa, da essere traccia diviene inganno.

Il decadentismo

L’Estetismo, nei suoi caratteri generali è un Movimento artistico letterario nato nella seconda metà dell’Ottocento; si sviluppa a partire dal decadentismo e vede fra i suoi maggiori esponenti Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio in Italia. In questo accordo iniziale, emerge il tentativo quindi, di inserire l’arte creativa come una liberazione dell’esistente, qualcosa per intenderci di analogo a quello che Michelangelo Buonarroti diceva a proposito dell’Arte della Scultura. Egli sintetizzò la Scultura nell’atto del levare, intendendo ciò che fa emergere dalla pietra, infinite forme.

Made in Italy e Stile Italiano

Il Bello non può esser il reale; nella prospettiva di questa impossibilità finisce che la bellezza venga rinchiusa, consumata tra il gusto epidermico delle mode ed un razionale esercizio di letteratura. Non di meno azzardato sembra considerare che la bellezza abbia bisogno di esser liberata dalla condizione di ostaggio in cui è stata presa, per poter tornare a mostrarsi e a parlarci nella sua lingua. In questo si sostanzia la visione del MADE IN ITALY, una visione progettuale che si emancipa nello stile italiano, espressione di dettagli, forma e sostanza tipiche del nostro pensare, del pensare italiano quale filosofia dello stile e del gusto di Noi Etruschi.

Peraltro, dalla concezione estetica proposta da Søren Kierkegaard nel 1843 si può ritrovare, quella che costituirà una posizione dominante nel comune sentire estetico contemporaneo. Come è noto l’esperienza estetica è per il filosofo danese nient’altro che il primo stadio della vita di ogni uomo; uno stadio che occorre superare per poter accedere alla vita etica, cioè all’etos, al costume di un Popolo. Egli evidenzia come la visione dell’esistenza estetica sia mera immediatezza, quale sensualità ma senza giudizio. È specialmente nello scritto dedicato da Kierkegaard al Don Giovanni, la musica di Mozart e l’eros, che emerge con prepotenza la figura emblematica di quest’uomo “estetico” Don Giovanni, appunto; che esprime nella pura immediatezza tutto il suo essere, “guizzando” da un’esperienza ad un’altra, rincorrendo gioie e piaceri, godimenti e passioni, come in un vortice continuo, e in una continua corsa verso la conquista dell’attimo.

La vita estetica

È l’attimo la meta a cui aspira la vita estetica, quella da cui l’eros e la sensualità delle forme prendono vigore. Dunque, la vita estetica è quella nella quale l’uomo è quello che è spontaneamente, impulsivamente, cioè in una immediatezza irrazionale. A differenza dello stadio etico, in quello estetico non vi è alcuna opportunità di diventare un uomo diverso da ciò che si è. Don Giovanni, infatti, pur vivendo un’esistenza al limite di ogni eccesso e sregolatezza, non può produrre e nemmeno possiede le condizioni del suo vivere, non può operare delle scelte, non può esprimere alcun giudizio. Il suo regno non è quello del pensiero o del linguaggio, ma quello della pura sensualità che governa le sue azioni.

Questo probabilmente si sostanzia nella praticità che anima lo stilista, colui il quale si lascia trasportare dalla sensualità delle sue azioni che si manifestano in una infinità di forme, rendendo unico e raro il suo lavoro creativo, quasi fosse un opera d’arte.

Roma e l’arte

Come arte è la Città di Roma, capitale dell’arte e della cultura e “Patria” acquisita di una fra le più eccelse menti artistiche della storia di sempre:Michelangelo Buonarroti. Numerose sono le opere rintracciabili e visitabili a Roma del Maestro, che vi ha lavorato per quasi tutta la propria vita, a cavallo dei secoli 1400-1500, in pieno Rinascimento e assieme ad altre brillanti menti come Bramante, Leonardo, Raffaello.

Roma come se fosse quindi, una bottega artigiana italiana, aperta e animata da colui, artigiano o stilista, decide di imprimere la sua verità creativa ed appassionata nella cura e nella trasformazione poliedrica dell’essere, che si veste per apparire a se stesso e agli altri, cogliendo in attimo tutta la sensualità e l’armonia dei piaceri. Essa in quanto tale non si può consumare solo in un abito, ma in un attimo in cui attraverso l’abito, il maestro creativo decide che quella forma sia, in quanto espressione del suo pensare, del pensare italiano, l’unica in quel momento in grado di poter trasferire in un attimo la sensualità del momento e che ve ne siano altre innumerevoli, atte a raccontare la Storia di un Paese, l’Italia avvezza naturalmente all’irrazionalità dell’attimo che si consuma nelle creazioni stilistiche.

Infatti, tale viaggio itinerante vuole esser un percorso storico-culturale partendo dai Borghi Antichi delle Città Italiane, con l’idea di creare un rapporto sinergico tra le Griffe Italiane della Moda e le Piazze storiche più importanti in Italia. Un viaggio che prende vigore dalla Storia del nostro Paese e guarda alle produzioni nazionali della Moda come fossero una naturale evoluzione tra l’etico, l’artistico ed il creativo.

Il Genio Italiano

La Bellezza è una delle forme del GENIO ITALIANO, è più alta del GENIO stesso, tanto da non avere l’esigenza di spiegazioni; anzi si rapporta con esso e si concretizza nell’amore verso le forme.

Ma se è vero che la Scienza autopoietica o creativa, si concretizza in innumerevoli forme e anche vero che l’Esperienza estetica, in quanto tale si concretizza nel fare italiano, come l’estremo tentativo di catturare attraverso le forme ed i colori o meglio attraverso il linguaggio e l’interpretazione, l’incontro con l’opera d’arte.

Il bello

Il concetto del bello ancor oggi, si consuma nei molteplici usi in cui sopravvive ancora qualcosa del senso antico, e in ultima istanza greco. Anche Noi talvolta colleghiamo ancora al concetto del “bello” il fatto che esso sia riconosciuto pubblicamente da usi e costumi e cose simili; che esso – come siamo soliti dire – sia gradevole alla vista, e che sia destinato a fare bella figura. Platone chiama bello ciò che massimamente risplende e attrae, ciò che acquisisce luce in tal modo più di ogni altra cosa, ciò che possiede in sé una tale luce persuasiva e duratura, è quel che noi tutti percepiamo come il bello nella natura e nell’arte, e che ci costringe ad assentire dicendo: “questo è il vero”.

La dimensione ontologica ed umana della bellezza si configura come il vincolo linguistico che ci condiziona, ragion per cui quando si dice “qualcosa è bello” si intende dire, come Kant aveva suggerito, che si pretende il consenso di ciascuno. L’intenzione dell’opera creativa del Maestro, vale a dire ciò che essa dice, è intesa attraverso la comprensione, o meglio la condizione necessaria di ciò che lo stilista ha in mente. Hegel, filosofo tedesco, vede giusto quando sostiene che il bello naturale è un riflesso del bello artistico, tanto che Noi impariamo a scorgere il bello naturale guidati dall’occhio e dalla creazione dell’artista. In conclusione, la visione progettuale che ho immaginato risponde ai fatti che si stanno vendicando e Noi siamo il risultato di tale pena. Da ciò bisogna ripartire per far riaffiorare la speranza, la stessa speranza che è alla base del percorso di rilancio del nostro paese.

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